Un nuovo tipo societario

Il 18/05/2026 la Commissione EU ha presentato una proposta di regolamento per la creazione di un nuovo tipo societario: la EU Inc.[1]

L’iniziativa si basa soprattutto sul Rapporto Draghi del settembre 2024 che ha evidenziato la frammentazione legislativa di molti settori, fra i quali quello societario, e auspicato l’avvio di un celere riassetto teso a semplificazione, uniformizzazione e digitalizzazione.

“Inc.” sta per incorporated ed è il suffisso comunemente usato in Nord America, ma non solo, per identificare – in alternativa a “Corp.” (Corporation) o “Co.” (Company), o anche talora “Ltd.” (Limited) – le società di capitali.

La novità costruita dalla EU Inc.

La EU Inc. rappresenta una vera novità ed apre prospettive reali di sviluppo di un veicolo di business “europeo” comune. Cosa che ad oggi ancora di fatto non c’è[2].

Ognuno dei 27 Stati dell’Unione ha il suo sistema e la Commissione ha calcolato che vi sono complessivamente almeno una sessantina di “tipi” di società, ognuno con una sua disciplina specifica. Troppo complicato e troppo antico, in un mondo che esige semplicità ed efficienza.

Obiettivo della Commissione è quello di dare agli operatori la possibilità di registrare, un tipo nuovo di società (a responsabilità limitata) – la EU Inc., appunto, indicato come il “28° schema di regolazione societaria” – che sia governato sostanzialmente (non da regole nazionali, ma) da regole EU, uguali per tutti[3].

Creare una EU Inc. dovrebbe esser possibile a partire da (metà?) 2027:

  • in via telematica
  • nel giro di 2 giorni
  • in qualsiasi Stato dell’Unione (e appena pronto presso un registro societario centralizzato)
  • a costo “politico” (entro i €100)
  • capitale sociale minimo: €1
  • con flessibilità quanto alla creazione di classi di azioni diverse
  • con possibilità di evitare la costituzione avanti notaio se si utilizza lo standard EU.

Novità in arrivo anche per la pubblicità dei dati relativi alle società

Vi sono novità in arrivo anche per la pubblicità dei dati relativi alle tradizionali società regolate dal diritto nazionale. A fine 2004 è stata adottata infatti la Direttiva 2025/25[4] (ancora in fase di recepimento da parte dei singoli Stati membri) che promuove la digitalizzazione secondo criteri uniformi dei registri societari dei vari Paesi.

 

 

Chi fosse interessato a ricevere (gratuitamente) copia dei documenti citati, scriva a newsletter@lexmill.com.

______________

[1] V. COM(2026) 321 Final sul sito https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=comnat%3ACOM_2026_0321_FIN.

[2] È da anni in corso un progressivo allineamento delle normative nazionali, soprattutto con riguardo alle società di capitale, ma le uniche forme sinora introdotte di veicoli EU (il GEIE – GRUPPO EUROPEO DI INTERESSE ECONOMICO, una sorta di consorzio, nel 1985 e la SE – SOCIETEAS EUROPAEA nel 2001, una spa per grandi imprese) si sono rivelate il classico buco nell’acqua: su quasi 33 milioni di imprese registrate in tutta l’Unione, ad oggi il numero do GEIE non dovrebbe superare 2.500 e quello delle SE i 3.500!

[3] La Proposta della Commissione è dettagliata ed introduce in effetti – in oltre 100 articoli di legge – una sorta di codice societario che tocca i vari aspetti della società (dalla costituzione, al funzionamento, alla cessazione, inclusa quella per causa di dissesto).

[4] Direttiva 19/12/2024 per “l’ulteriore ampliamento e miglioramento dell’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario” (in Gazzetta Uff. 10/01/2025).

 

<img src="" class="rounded-circle shadow border border-white border-width-4 me-3" width="60" height="60" alt="Carlo Mosca">
Author: Carlo Mosca

A lawyer specializing in international commercial transactions. Lexmill's founding partner.