“… lo evento, che spesso è giudice non imperito delle cose, manifestò quanto fosse più prudente il consiglio de’ pochi che confortavano che, lasciate l’altre imprese e riservati a maggiore opportunità i denari, si attendesse solamente alla conservazione di Padova e di Trevigi e dell’altre cose recuperate, che di quegli che più di numero ma inferiori di prudenza, concitati dall’odio e dallo sdegno, erano facili ad implicarsi in tante imprese: le quali, cominciate temerariamente, partorirono alla fine spese gravissime, con non mediocre ignominia e danno della republica”. (F. Guicciardini, Storia d’Italia, VIII, XIV)

Il passo si riferisce allo sconsiderato attacco al Ducato di Ferrara avviato dai Veneziani nel novembre 1509, all’epoca delle guerre contro la Lega di Cambrai, dopo la batosta subita a maggio ad Agnadello e la riconquista di Padova in luglio.

Il senato veneto aveva discusso se convenisse limitarsi a difendere Treviso e Padova o adottare una politica più aggressiva.  Era passata quest’ultima mozione e guidate da Angelo Trevisan, 17 galee ed un’ottantina di altre imbarcazioni aveva risalito il Po accompagnate anche dalla cavalleria. La spedizione fu inizialmente fortunata, tanto che Trevisan costruì due bastioni a Polesella, non distanti da Ferrara, da dove lanciare l’assalto alla città.

Alfonso I d’Este (B. Dossi 1530)

Ad un certo punto divenne però impellente spedire la cavalleria a difesa di Vicenza, minacciata dalle truppe francesi guidate da Ciamone[1]. Arrivarono anche truppe pontificie e francesi a dar manforte al duca di Ferrara Alfonso I d’Este (“l’artigliere”)[2], e con una intelligente azione di cannoneggiamento riuscirono nella battaglia di Polesella (21-22 dicembre 1509) ad espugnare i bastioni veneziani, affondare o prendere quasi tutte le loro imbarcazioni e ricacciarli fuori dal Polesine.

 

Nello scontro i Veneziani persero oltre 2.000 uomini. Angelo Trevisan riuscì a fuggire ma tornato a Venezia venne processato per “cattiva condotta e negligenza”.

 

 

____

[1] Charles II d’Amboise, signore di Chaumont (1473-1511), capo delle forze francesi di Louis XII nelle guerre d’Italia portate contro Venezia della lega di Cambrai.

[2] Alfonso I d’Este (1476-1534) era figlio di Ercole I e di Eleonora d’Aragona. Nel 1499 aveva reso omaggio a Louis XII, entrato a Milano. Nel 1501 aveva sposato Lucrezia Borgia e nel 1508 era entrato a far parte della Lega di Cambrai, strappando ai Veneziani il controllo di Este e Rovigo.

<img src="" class="rounded-circle shadow border border-white border-width-4 me-3" width="60" height="60" alt="Carlo Mosca">
Author: Carlo Mosca

A lawyer specializing in international commercial transactions. Lexmill's founding partner.